mercoledì, 23 giugno 2004

Avyakrta #963
i pugni stretti speranze rimescolate
al respiro affannoso sfuggito avanti
ignaro dei passi già
fermi andare a riprenderseli
la schiena appoggiata a un muro
vapore controluce espirato nel buio
non succede nulla gli interstizi
tra le cose
contengono più di quanto
trascuriamo di vedere
occupati dal senso di presenza
pensiero accartocciato
sempre appeso a un nuovo ramo
nella distanza
tra attrazione repulsione intenzione gesto
si misura la corsa del pendolo il battito
di una vena premuta
sul cuscino qualcosa
cosa accade laggiù là dentro
21-22.VI.2004
lunedì, 21 giugno 2004

Avyakrta #962

Avyakrta #961
venerdì, 18 giugno 2004
avyakrta. riflessi
acque increspate un cielo
nebbie cinesi senza alberi
di pini sbavature di pennello
landmarks passing
sulla grana della vita
a dull liquid shine
over suburbs, people living
trying, life out of
compassion
like a wrath wrap
16.VI.2004
la punta alla matita la corda all’orologio
fermarsi fare il punto, lussi per
chi è
sempre pronto alla sosta a voltarsi indietro
controllare il percorso fatto
ormai persuaso – il tempo
che è nel tragitto il senso
dell’andare
senza scrutare avanti
congetturare da lontano
difficile arte di posare ogni passo
ancora nel rovello
tra il non andare
da nessuna parte
e restare
4.VI.2004
non è detto che la lama non si ferisca nell’affondo
che non debba
lentamente si maledettamente
consumarsi
diversamente da durezze
rinserrate al petto avvinghiate
di pensieri
fissi illusi ritrosi abbarbicati
a una paura fonda
oscura anche per poco
la cura nello sguardo
in altri occhi
una finestra aperta
27.V.2004
etica non moralistica
assilli insondabili
rifiuto del mondo
spostatosi a oriente sino a incontrare
l’azione spontanea il non fare
il si però culto degli estremi del paradosso
destrutturato o invece no
alla massima
potenza
una pace
ritrovata
contrasto amaro
nel tepore tardo
del moto ritrovato
macchinari complessi all’opera
dietro un germoglio che spinge
l’io sono qui ma
potrebbe essere
benissimo
altrimenti altrove
3.V.2004
* * *
flessibilità morale brutte facce
basta sangue lacrime
commozioni esili facili
ancor meno fondate
rassicurazioni per animi sensibili
tempo di transiti gastrici
a donne soldato davanti a corti marziali
gravide
ecco affidata la superiorità d’occidente
a brandelli di stoffa scarpe
sfondate frammenti di stinger
su tetti di carcasse d’auto
12.V.2004
* * *
lo spasmo inseguito ripetuto
infilato
come un’abitudine
alla collana lunga del tempo
noi non corriamo il rischio
venduto ore
in cambio di attimi
baluginati illusi
dal barlume racchiuso
ancora troppo spesso
dissipati
22.V.2004
venerdì, 11 giugno 2004

AbGr, 2004

BloodGift, 2004
martedì, 08 giugno 2004

HangOver, 2004
lunedì, 07 giugno 2004

PaperBug, 2004
«A volte, in chi mi chiede le ragioni della scrittura, avverto un'ingenuità non bella, animata semmai da una curiosità malsana verso qualcosa di improprio che convenga catalogare, sistemare. Il [...] poeta non crea: inventa, ma nel senso latino del trovare. E trova ciò che la poesia - preesistente a lui - gli lascia trovare attraversandolo, svelando l'umanità all'uomo. In questo senso, il dire del poeta è profezia.
La coscienza del dire si forma e cresce, nel poeta: egli sente soggettivamente una coscienza che invece è oggettiva.»
(Filippo Davoli, Un vizio di scrittura. Una nota di poetica, www.filippodavoli.splinder.it)
