giovedì, 30 ottobre 2008
Cosa che non si è mai vista. Ma fidiamoci di Erodoto. Spostàti che sentono il bisogno di fondare, rifondarsi su colline rare, di prendere nuovo nome, nominare la terra. E con quel nome battere moneta. Messàpia. Terra che doveva essere davvero vuota se a un giorno di cammino più in là i greci si fanno un’altra patria, e templi per i loro dei.
Niente si sa, sempre, di chi c’era prima, del sangue intriso nella terra, del bene tolto, di maledizioni e i loro effetti.
Nato in una capitale e cresciuto in un’altra, rivali, distanti poche miglia una dall’altra, nulla so della maledizione del mio sangue, se non che si dice vàrvaros, in greco e poi in latino, per dire estraneo.
Estraneo è sempre l’altro, mai sé stessi.
Se non che mi è parso troppo arido il suolo amato da Federico, imperatore e re poeta, falconiere ed esoterico.
Che, altrove, sono divenuto estraneo, vàrvaros a me stesso, a vecchie foto di duelli in punta di spada arbitrati da un nonno in baffi e divisa. Che a casa suonava la chitarra.
Per:
land | lab 01/008
la sincerità impossibile
laboratorio di scrittura e antiscrittura autobiografica
Esercitazione: Antenati
Quattro incontri condotti da Giancarlo Sissa
Bazzano (BO), Libreria Atlante, 7,14,21 e 28 ottobre 2008
Progetto dell’Associazione Culturale SecoloZero
Organizzazione e coordinamento: Irene Bartolini, Stefano Massari
lunedì, 20 ottobre 2008
RenOnce no. 2.jpg, 2007
RenOnce no. 1.jpg, 2007
martedì, 07 ottobre 2008
Quotidie III.jpg, 2007
Quotidie II.jpg, 2007
